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atlantic
Breguet Atlantic Br.1150
30° Stormo Aeronautica Militare
Cagliari Elmas 1988
Modello: Revell 1/72
Modellista: Moreno Bartolucci

E’ un modello che esula dai miei temi consueti. Ho sempre fatto solo modelli di aerei usati dalle forze aere inglesi (RAF e FAA), nel ventennio che è compreso tra il 1939 ed il 1959, in scala 1/72. Di questi parametri ho mantenuto solo la scala. Sono stato in effetti invitato un paio d’anni fa da una persona, a realizzare questo lavoro che doveva essere destinato al Museo delle divise dell’A.M.I. di Loreto; ho accolto questo invito volentieri, perché il soggetto mi interessava molto, perchè anche se contemporaneo è un aereo che per l’aspetto e per la presenza delle eliche, sembra uscire dal mio periodo preferito. Per strada ho perso un po’ di certezze… L’aereo non è più “volato” a Loreto; io mi sto appassionando agli aerei contemporanei (meglio se RAF e FAA), ma per motivi collegati al realizzando modello della Garibaldi, giocoforza sto guardando molto in casa: leggi AV-8B Plus della nostra Marina. E l’Atlantic è un aereo sul quale vola personale della Marina Militare, da prima che l’AV-8B venisse acquistato dall’Italia.

Il kit della Revell ha contribuito molto ad appassionarmi, perché è un gran bel kit, preciso, con stampate pulite, ben dettagliato. Offre la possibilità di scegliere tre versioni: quella francese, quella olandese e quella tedesca, che è quella più vicina alla nostra, per carichi esterni, antenne, avionica ecc. Quindi del foglio decal originale ho recuperato tutto quanto era generico, come “No step”, avvisi di sicurezza ecc. Per quanto riguarda il soggetto italiano da realizzare, mentre stavo lavorando al modello, e i miei tempi sono notoriamente biblici, ho saputo che l’Italian Kits stava per far uscire un foglio decal per diverse macchine usate dalla nostra forza aerea, tra cui l’Atlantic appunto. Quindi ho tirato un bel sospiro di sollievo. Debbo dire che in entrambi i casi le decal sono molto buone, sottili, trasparenti e ben definite; entrambe stampate in Italia.

Date le premesse, la mia idea è stata quella di realizzare comunque un modello “standard”, senza personalizzare nulla, oltre appunto alla scelta di fare una versione italiana. Come detto il kit è molto ben dotato di particolari, per cui ho realizzato il modello con il vano carico aperto, alloggiando all’interno un set di carichi da caduta, ma tutti riferiti al salvataggio in mare, da segnalatori a battelli di salvataggio. La fusoliera, molto lunga è divisa in due sezioni longitudinali. Una che va zavorrata, contiene la zona abitacolo; la seconda dal vano carico al timone di coda. Poi abbiamo una terza appendice che è la lunghissima coda che contiene antenne e sensori per il ruolo di pattugliatore marittimo che l’aereo svolge come ruolo principale. La cavolata che inevitabilmente ho fatto, è che sono stato talmente standard da seguire anche le indicazioni del foglio istruzioni, che consigliava di riprodurre con filo da pesca i cavi “antenna” che escono dalla fusoliera e quelli che attraversano il timone per affogare nei piani di coda. Il diametro che ho usato è troppo grande!!!!!! Ho scelto di realizzare la colorazione in 2 toni, grigio e bianco, come veniva usato fino ai primissimi anni ’90; secondo me molto più accattivante della successiva verniciatura grigia monocromatica a bassa visibilità. Il foglio Italian Kits consente entrambi le versioni.

Per i colori, cedendo alle lusinghe del webmaster, ho acconsentito ad usare per la prima volta un acrilico Tamya per il bianco; curiosità ho anche cappellato, in quanto ho usato anziché il bianco semplicemente il trasparente opaco, che tende a diventare bianco asciugando; usato poi su plastica bianca alla fine ne è uscito comunque un bianco opaco. Il grigio usato è invece uno smalto Revell. Poi ho eseguito un’abbondante lavaggio a olio e qualche tocco di dry brush per dare un tono di vissuto, come si evince da alcune foto della fine anni ’80, dalle quali traspare che le lunghe missioni su zone marine, esponeva comunque l’aereo ad accumulare un certo sporco al rientro dalle missioni. Su tutto ho passato un semilucido della X-Tracolor.

Ho collocato il modello su una base che simula una superficie aeroportuale. La pavimentazione è stata realizzata con una carta abrasiva grigia da 350, leggermente usata e lucidata.

Non avevo esperienza alcuna su aerei italiani, quanto a colorazioni, raccolta di documentazione e quant’altro necessario, se non una rivista Air Kit con un buon reportage stile walk aorund. Ma è venuto fuori un discreto modello, bello evidente quanto a dimensioni, che non è passato inosservato nelle occasioni che ho avuto di esporlo.