UN GIORNO CON L' AERONAUTICA DELL' ESERCITO 
19/10/2011

- -Siamo appena tornati dalla visita al 7° Reggimento Aves “VEGA” di Rimini e quindi le sensazioni provate ci sono ancora addosso.
Come per tutte le altre visite effettuate a reparti delle Forze Armate, siano esse Aeronautica, Marina o come in questo caso, per la prima volta, un reparto dell’Esercito, la sensazione che almeno io sento a pelle è quella di trovarmi in un posto dove il tempo si sia fermato.
Mi riferisco all’approccio con il personale militare nel contesto di una installazione militare. L’educazione e il formalismo che si riscontra che durante il servizio di leva avevo odiato, mi fa sentire in un ambiente “pulito”, educato appunto, dove l’approccio interpersonale è si cordiale ma con quella correttezza formale nel rivolgersi l’un l’altro che è diventata purtroppo d’altri tempi. Il politically correct ora non esiste più; il modo di parlare, a partire dai telegiornali per arrivare al modo di esprimersi dei politici, è condito oggigiorno da una cafonaggine e da una maleducazione, che dagli ambienti militari è fortunatamente bandita.
Venendo alla visita, debbo dire che abbiamo trovato un ambiente particolarmente disponibile, fin dai primi contatti per l’inoltro della richiesta di visita che è stata disbrigata celermente e puntualmente.
-L’aeroporto, ora civile, di Rimini che ospita il 7° reggimento è dotato di amplissime installazioni militare tutto attorno al suo perimetro che ospita i vari reparti di volo che compongono il reggimento, a sua volta inquadrato nell’unica brigata aviotrasportata del nostro Esercito, la Brigata Friuli con comando a Bologna. L’altro reggimento elicotteristico della Brigata, il 5° “Riegel” si trova a Casarsa della Delizia, in Friuli.
Purtroppo la giornata non sarà benedetta da attività di volo perché parecchi elicotteri sono già fuori, per un’esercitazione al poligono di Foce del Reno. Come ci è stato spiegato nel breve ma esaustivo briefing che ha aperto la nostra visita, il 7° Rgt. costituito nel 1996, poggia attualmente su tre Gruppi di volo: il 25°, il 53° ed il 48°, oltre ai reparti comando e logistici. Il 25° “Cigno” è equipaggiato con i veri e propri “muli” dell’aria, l’Agusta-Bell 205, un elicottero che è indissolubilmente legato come un’icona alla guerra del Vietnam, per chi appartiene alla mia generazione di cinquantenni.- - I piloti di questo reparto, guarda caso i più anziani del Reggimento, semplicemente adorano questa macchina, come traspariva anche dalle parole del Maggiore che ha tenuto il briefing iniziale.
Abbiamo avuto la fortuna di assistere ad alcuni controlli di routine che alcuni specialisti eseguivano su un esemplare e tutto il personale si è prodigato in spiegazioni. -- Anche il Maresciallo che ci ha fatto da Cicerone è un pilota di 205 e ne parla come di un vecchio collega, ora che entrambi stanno avvicinandosi al termine della loro carriera operativa. Questo elicottero sembra portare su di se le “stimmate” di tutte le missioni all’estero cui l’Italia ha partecipato da 30 anni a questa parte e sotto certi punti di vista è ancora il non-plus ultra, tanto che le linee di montaggio alla Bell sono ancora aperte, dopo quasi 50 anni di produzione. --
Per spostarci dal 25°al 53° Gruppo di volo “Cassiopea”, siamo dovuti risalire in macchina, per arrivare alla zona militare dell’Aeroporto “Fellini” immediatamente a sud dell’aerostazione civile.
Durante il tragitto abbiamo potuto osservare, con una certa tristezza, tutte quelle strutture aeroportuali, dagli shelter ai locali servizi, tipici dell’epoca della guerra fredda, così vintage come si usa dire, parzialmente abbandonate o in pessimo stato di manutenzione. -I tagli dei bilanci militari e soprattutto la mancanza di quella mano d’opera a buon mercato che forniva il servizio militare di leva, si sono ripercossi pesantemente sulla manutenzione, specie di quelle strutture non più strategiche.
Quindi in questo angolo “storico” dell’aeroporto, una volta sede del 5° Stormo caccia, troviamo ad attenderci un manipolo di militari che ci accompagnano nel walk-around del AB-412. -- Questa macchina, un’evoluzione del AB-212 con rotore quadripala, è già un passo successivo nella scala evolutiva dell’elicottero rispetto al 205, ben rappresentata in tutta la sua estensione dai vari modelli in linea di volo con il 7° Rgt..
Una macchina molto vissuta di questo tipo, è parcheggiata all’esterno del hangar e può essere aggredita dalla nostra curiosità che ci porta a sederci a turno a fianco di un pilota che ci spiega vita morte e miracoli di questo elicottero che a tutt’oggi è il nerbo della funzione trasporto della brigata aeromobile.-- Anch’esso come il 205 può essere allestito in vari modi e rivoltato come un calzino, da assetto trasporto fanti dell’aria, al soccorso barellato, al trasporto pesante di cose sistemate all’interno o sospese al di sotto, attraverso l’aggancio baricentrico presente in scocca. -- Proprio mentre eravamo in questa fase della visita il cielo si è coperto, penalizzando un po’ la qualità fotografica ma a vantaggio di qualche bello scatto di aerei civili che intanto continuavano il loro andirivieni, con lo scenografico e suggestivo sfondo del Monte Titano, incombente all’orizzonte verso occidente. -
Risaliti in auto, facciamo tappa nella zona di sviluppo della base, sul lato ovest, dove saranno concentrate in futuro tutte le installazioni militari, lasciando il lato est dell’aeroporto all’espansione commerciale della struttura. Qui gli shelter in cemento armato della guerra fredda sono sottoposti ad ampie modifiche per quanto riguarda l’accesso e contemporaneamente è in corso di realizzazione un nuovo, enorme hangar metallico, - destinato ad accogliere il futuro della componente trasporto del Reggimento e dell’Esercito stesso: l’elicottero frutto della collaborazione italiana al consorzio Eurocopter, cioè il magnifico e poderoso NH-90. Le prime macchine sono state consegnate al reparto meno di un anno fa e odorano ancora di nuovo. Anche in questo caso ci è stato permesso di “radiografare” l’esemplare gentilmente collocato all’esterno. Esse andranno a sostituire gradualmente gli AB205 e i 412. Il nostro Maresciallo pilota “anziano” si è leggermente defilato in questa fase. Qui l’agone è riservato ai giovani; infatti con una corretta politica di sviluppo, la transizione su queste macchine viene concessa solo a quel personale non in “rottamazione” passatemi il termine, cioè con una residua vita volo, tale da giustificare la spesa che l’istruzione, conseguente ad una conversione del genere comporta. -- --
Dobbiamo pensare che l’NH-90 è una macchina con piattaforma completamente digitale, fly-by-wire che i “vecchi” difficilmente assorbono, come quando un papà si siede davanti ad un video gioco, pensando di competere con il proprio figliolo.
Questo elicottero a mio modo di vedere è bellissimo e l’hanno capito tutti, visto che viene utilizzato anche come trasporto VIP. --- E’ poderoso, con un ampio portello di carico posteriore, in grado di portare fino a 12 passeggeri non in assetto da combattimento. E’ dotato di tutte le “diavolerie” elettroniche moderne, come un joystick che consente di pilotare gli spostamenti dell’elicottero in overing, posizionato sul montante del portellone lato verricello. L’abitacolo di pilotaggio, al quale in verità non è molto agevole sedersi, è impressionante come dotazione e rivaleggia per linea, secondo me, con il cruscotto di un’auto di lusso. -- - Solo osservandolo è possibile capire l’evoluzione che la tecnologia ha avuto dalla nascita del 205. La “carrozzeria” di quest’ultimo in alluminio è tempestata di rivetti; quella dell’NH-90, in materiali compositi è liscia come quella di un’autovettura.- Solo le blindature in kevlar aggiunte ad entrambi le macchine, a protezione dell’equipaggio, in qualche modo le accomuna.
mangustaA questo punto non ci resta che vedere, ultimo ma non ultimo per interesse, il mezzo in dotazione del 48° Gruppo “Pavone”, che fornisce la componente d’attacco del 7° Reggimento, il grintosissimo AW-129 “Mangusta”. -- Questo elicottero caratterizzato dalla sistemazione biposto in tandem di pilota ed addetto all’armamento è impressionante, ricorda un “porcospino” per le tante appendici che rivestono la cellula estremamente sottile ma così robusta.
Nel muso domina l’impianto del cannone da 20 mm. a tre canne di tipo “Gatling”, con sistema di puntamento in grado di interagire con un sistema ottico in dotazione all’armiere. ---- I due piloni laterali sono predisposti per una serie di carichi bellici anticarro, tra cui il missile TOW e/o una vasta gamma di razzi. E’ possibile installare per i trasferimenti più lunghi anche dei serbatoi ausiliari. I due abitacoli sono dotati di display e strumentazione digitale, replicata nelle due postazioni, così da consentire, con alcune limitazioni, il pilotaggio anche dalla postazione dell’armiere, in caso di emergenza. -- Foto 38 -----Numerosi sono i sensori ottici, laser e radar di difesa, in grado di azionare automaticamente il rilascio di flares di disturbo per missili antiaerei. Le varie condizioni di missione prevedono l’impiego tattico del Mangusta come scorta per gli altri elicotteri da trasporto del reparto. Il 48° Gruppo ha in dotazione anche un paio di AW109 da collegamento che purtroppo non abbiamo visto. In verità ne abbiamo visto transitare uno, del reparto di volo della Guardia di Finanza, che ha la propria sede adiacente a quella del 48°. -
Così la visita attiva è giunta al termine e ci è rimasto il tempo per il pranzo presso la mensa unificata, come ormai in tutte le caserme, appaltata a civili.
Durante il pranzo i nostri ospiti ci hanno raccontato vari aneddoti ed esperienze vissute durante le missioni operative svolte sui vari fronti dove il 7° reggimento ha operato, dal Libano all’Iraq, dal Kosovo all’Albania fino all’Afghanistan, dove ancora è presente del personale del reparto che in questi 15 anni di vita ha effettuato circa 30.000 ore di volo in Italia e circa 6.000 all’estero.
Per finire una piccola nota di colore: andate alla mensa dell’Esercito, qui rispetto a quelle dell’Aeronautica si servono anche bevande alcooliche. --
Grazie a tutto il gentilissimo personale del 7° Reggimento Aves Vega di Rimini, per l’ospitalità e la splendida visita che ci ha concesso.

Moreno Bartolucci
Presidente Ass.ne Modellisti Chiaravallesi.
Foto: Enrico Di Stefano, Giacomo Allegri, Giacomo Pacenti, Moreno Bartolucci
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